La famiglia Inama è una di quelle famiglie (poche) che in Val di Non si possono fregiare di un vero titolo nobiliare. Per questo motivo la famiglia Inama è stata oggetto di diverse ricerche storiche e genealogiche.
“Geschichte aller Familien Inama”, 8 edizioni del 1978 (purtroppo alla data non esiste una edizione in italiano), è fuor di dubbio la più importante e completa. L’autore, Hanns Inama von Sternegg docente presso l’Univerisità di Innsbruck, oltre che ad una ricerca meticolosa e puntuale sulle origini degli Inama, soggiornò per parecchi mesi in Val di Non intervistando molte famiglie Inama e riportò nella sua pubblicazione le biografie di alcuni componenti di questa storica famiglia. Completò la sua ricerca inserendo la genealogia degli Inama partendo dall’XI secolo sino al 1975.
Da “Araldica Tridentina” – Gian Maria Rauzi
“Ceppo familiare originario da Dermulo in Val di Non, I cui abitanti nel corso dell’XI secolo erano soggetto ai signori di Denno, e solo agli inizi del Duecento divennero “liberi” per merito del Vescovo Tridentino. E forse è questa dipendenza il motivo del nome Inama attribuito al gruppo familiare principale della popolazione di Dermulo. Infatti Inama potrebbe derivare da “de Enamis” cioè da Eno e d’Enno.
Alla fine del Trecento gli Inama si sparsero da Dermulo in molte altre località della Valle di Non, stabilendosi in Italia, Austria e Germania.
Nel 1516 i fratelli Nicolò e Tommaso de Inamis di Dermulo ottengono dall’Imperatore Massimiliano I la conferma del vecchio stemma di famiglia, dal campo dello scudo azzurro alla stella d’oro a sei punte: cimiero: un avambraccio vestito di rosso e dalla manica d’argento, posto in palo e reggente la stella del campo dello scudo.
Nel 1530 il Principe Vescovo Bernardo Clesio riconferma ai fratelli Nicolò e Tommaso de Inamis di Fundo (nel frattempo i due fratelli si sono trasferiti da Dermulo a Fondo) lo stemma avuto nel 1516 con l’aggiunta del diploma di nobiltà episcopale tridentina, per fedeltà e i servizi nella repressione della guerra rustica.
Diverse ramificazioni degli Inama hanno ottenuto ripetuti miglioramenti sia dell’insegna araldica che del rango nobiliare. Una ramificazione ha avuto il predicato “von Sternegg”, un’altra di “von Sternfeld”.
Degli Inama sono noti, oltre a quello del campo dello scudo azzurro alla stella d’oro, altri due schemi dal campo dello scudo inquartato.
I stemma. Campo dello scudo inquartato: 1 e 4 d’oro all’aquila di nero colorata del colore del campo; 2 e 3 d’argento alla fascia d’azzurro caricata di una stella d’oro a sei punte. Cimiero: un avambraccio vestito di rosso e la manica d’argento, posto in palo e tenente fra le dita della mano una stella d’oro, fra due semivoli, a destra d’oro a tre fasce di nero, a sinistra d’argento a tre fasce d’azzurro. Questo stemma è simile a quello della famiglia degli Aberto d’Enno, a conferma del collegamento della stirpe e del nome degli Inama agli antichi signori Denno.
II stemma. I stemma. Campo dello scudo inquartato: 1 e 4 di nero al leone d’oro dalla coda bifida (i due leoni sono affrontati); 2 e 3 d’argento all’avambraccio vestito di rosso alla manica d’argento, posto in palo e sostenente con la mano una stella d’oro a sei punte. Cimiero: il leone del campo dello scudo volto a destra. Questo scudo è ancora dipinto su una antica casa degli Inama a Fondo”.
